Recessione gengivale

Sono Marco un ragazzo di 32 anni. Prima di tutto voglio anch’io complimentarmi per la sua rubrica. Gli argomenti trattati sono molto interessanti e permettono ai lettori di conoscere le diverse branche dell’odontoiatria. Io invece vorrei  essere consigliato da lei, in quanto esperto, su un problema che mi crea molta sensibilità ai denti ma anche un difetto estetico. Ho notato che le gengive si stanno ritirando,e come le dicevo i miei denti sono molto sensibili. Ho consultato diversi dentisti e tutti mi hanno consigliato di fare una ricostruzione estetica. Ho fatto queste ricostruzioni ma pochi giorni fa sono cadute.  Ma la mia domanda è: quali sono le cause di questa recessione; non c’è un altro modo per risolvere il problema senza ricorrere a delle ricostruzioni che potrebbero compromettere il dente? Grazie

 

L’ESPERTO RISPONDE: caro Marco la ringrazio per i complimenti e sono felice che la mia rubrica sia molto interessante per i lettori di questo giornale.

Da quello che ho dedotto lei ha una recessione gengivale. Con il termine “recessione gengivale” si intende lo spostamento apicale del margine gengivale. L’eziologia, ossia le cause sono:

trauma da spazzolino, quindi la tecnica da spazzolamento errata. Lo spazzolino deve essere utilizzato a 45 gradi.

-recessione da placca: distruzione tissutale provocata dalla lesione infiammatoria indotta dalla placca batterica.

-recessione di origine virale: in soggetti affetti da herpes virus labiale e/o orale. La diagnosi di queste lesioni deve essere confermata da esami sierologici e culturali specifici.

-recessione da trauma occlusale: riferibili all’occlusione caratteristico delle situazioni di morso coperto profondo.

-recessioni da abitudini viziate: traumi ripetuti dovuti a corpi estranei come matite, forcine, unghie, pipa ecc….

Altre cause possono essere date da mal posizioni dentarie, deiscenze ossee, inserzioni muscolari alte, tensioni da frenuli e fornici vestibolari bassi, poi ancora otturazioni debordanti, inadeguati margini protesici con profili di emergenza scorreti, ganci protesici, bande o anse ortodontiche possono facilitare l’accumulo di placca batterica e quindi agire come fattori favorenti lo sviluppo delle recessioni e ancora processi infiammatori secondare ad una lesione di origine endodontica (primitiva o iatrogena)

La recessione gengivale viene classificata in quattro classi dette classi di Miller

I CLASSE di Miller: nella prima classe la recessione è coronale alla lingua muco gengivale, l’attacco interprossimale intatto ed è possibile ottenere una copertura radicolare completa.

II CLASSE di Miller: nella seconda classe la recessione è apicale alla linea muco gengivale, l’attacco interprossimale intatto ed è possibile ottenere una copertura radicolare completa.

III CLASSE di Miller: nella terza classe la perdita di attacco interprossimale o la malposizione dentaria sono tali da consentire una copertura radicolare parziale. L’esatta determinazione del livello di attacco interprossimale permette una previsione sicura del livello di copertura ottenibile con la chirurgia.

IV CLASSA di Miller: nella quarta classe la perdita di attacco interprossimale o la malposizione dentaria sono tali da impedire completamente una copertura radicolare.

Il consiglio che le posso dare è quello di evitare ,se possibile, di farsi fare delle ricostruzioni in quanto esteticamente imparte lo risolvono ma il problema principale rimane la retrazione gengivale.  La cosa migliore, sempre vagliando da caso a caso, è fare un semplice intervento di riposizionamento gengivale, che si effettua in 20 minuti da chi è paradontologo. Le recessioni di grave entità, tuttavia, necessitano, prima dell’intervento chirurgico, anche di una ricostruzione estetica.

Ovviamente una volta effettuato l’intervento bisogna avere alcune accortezze che il paradontologo le fornirà, ma solo per i successivi 10 giorni.

Il post-operatorio di norma non crea nessun problema, quindi ripeto è più opportuno fare un intervento di chirurgia.

Comments are closed.